Ma la rivoluzione? 15th Jan
Sto leggendo il libro “La Casta” di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella che mi è stato regalato a Natale e, a vedere dal numero di edizioni e di copie vendute solo nel 2007, mi sembra sia uno dei best sellers dello scorso anno. Contemporaneamente mia sorella sta leggendo il libro “Opus Dei segreta” di Ferruccio Pinotti. Oggi, a pranzo, ci siamo confrontati sui temi trattati in questi due libri e il dubbio spontaneo che mi è sorto è come mai le cose continuino ad andare così se non, addirittura, peggiorino di giorno in giorno.
Voglio dire che grazie a queste inchieste sappiamo che i politici, indifferentemente di destra e di sinistra, sprecano un sacco di soldi… eppure le tasse vengono alzate… Ci lamentiamo della classe politica perchè, spesso, intreccia gli interessi privati con quelli che dovrebbero essere gli interessi pubblici il caso-limite è Berlusconi ma si potrebbero fare tantissimi esempi sempre pescando tra le file della destra che tra quelle della sinistra.
Tutti si lamentano che l’Italia non va bene in questo e in quello ma nessuno fa niente. Nessuno si prende mai la responsabilità dei problemi come stiamo vedendo per la crisi dei rifiuti in campania anzi, spesso chi lavora male viene premiato con buone uscite stellari, stipendi da star di hollywood e, in alcuni casi, anche da cariche istituzionali all’interno dei partiti.
Ci vorrebbe una rivoluzione… non “politica” ma “popolare”. Non come il V-Day che, nonostante abbia mobilitato un gran numero di persone, è stato completamente ignorato.
Come si potrebbe rilanciare l’Italia e, soprattutto la politica italiana?
- Eliminare tutti i politici attuali in favore dei giovani. Basta Prodi, Berlusconi, Veltroni, Fini, Casini, Mastella… dove sono i ventenni e i trentenni?
- Lotta totale contro la Mafia che da anni blocca il paese.
- Ateismo dello stato. Sono stufo di sentire il papa che dice ai politici cosa devono fare e cosa no. Lo stato è lo stato, il vaticano è il vaticano. La chiesa pensi alla cura delle anime e basta.
- Meritocrazia. Ovvero chi fa le cose fatte bene venga premiato, chi no venga severamente punito. E questo vale in ogni campo dai politici, ai dipendenti statali, ai dipendenti privati, ai manager… tutti.
- Il politico deve fare solo il politico. O si diminuiscono i privilegi oppure si impedisca a tutti i politici di avere anche altre attività. Le aziende intestate a nome di mogli, mariti, figli e parenti di politici non possono ricevere incarichi statali.
- Leggi più severe, processi più veloci e certezza per la pena. E’ necessario snellire il codice legislativo… ma questo deve essere fatto con criterio… non “come capita”.
- Seguire i buoni esempi per progredire. Ci sono esempi in tutto il mondo di politiche “buone” da seguire… perchè diavolo qualche volta non ammettiamo che facciamo schifo e prendiamo esempio dagli altri?
- Più cultura. Finchè le persone saranno ignoranti non si progredirà mai. Bisogna rivedere i programmi scolastici a tutti i livelli, ci vuole una maggiore serietà e severità all’interno delle scuole e delle università e bisognerebbe far ritornare la televisione un mezzo per la diffusione della cultura, non della spazzatura.
- Spendere soldi pubblici coscientemente. Bisogna 1) diminuire le tasse (così si rilancia l’economia perchè la gente compra di più) 2) diminuire gli sprechi della politica (così si risanano i conti pubblici) e si devono finanziare solo le opere utili e che vengono portate a termine e sono funzionanti. Se un’opera commissionata dallo stato non viene terminata i soldi devono essere restituiti completamente e chi si incarica del lavoro deve pagare una penale.
Mi sembra che questi punti possano essere un buono spunto per cominciare… magari anche portandoli a termine uno alla volta… se una persona qualunque come me può giungere a queste conclusioni non capendo nulla nè di politica nè di economia mi sembra che si possa veramente fare qualcosa, no? In fin dei conti non mi sembra di aver scritto qualcosa di assolutamente irrealizzabile.
Ora sta alla gente decidere se è giunto veramente il momento di cambiare… e qui non si tratta di votare a destra o sinistra o non andare a votare… bisogna cambiare la mentalità degli italiani.







January 15th, 2008 at 3:35 pm
Ti stai facendo le stesse domande che mi faccio io da mesi…
January 15th, 2008 at 3:42 pm
Mi consola il fatto di non essere da solo
January 15th, 2008 at 9:04 pm
È da un pò che non scrivo sul tuo blog, ciononostante questo intervento lo apprezzo molto anche perchè più corposo di molti altri. Dai alcuni spunti di riflessione interessanti…adesso provo a integrarli con qualche considerazione.
Per quel che riguarda i politici giovani ho due considerazioni: la prima, un paese vecchio non può che avere politici vecchi (triste, ma vero - beninteso la penso come); la seconda: un salto da vecchio a giovane non risolverebbe nulla, oltre a sapere di antidemocratico e populista. Bisogna avere una campione rappresentativo in Parlamento: non servono tutti giovani, servono (molti) più giovani di ora.
L’ateismo dello stato lo chiamerei laicità più che altro, e costituzionalmente lo Stato è laico. Se poi alcuni politici si ritrovano nelle idee del Papa (che politicamente, per me, sono simili a quelle di RC) non ci posso fare niente, nè io nè lo Stato. Il fatto è che il Vaticano è lo Stato più populista del mondo (dal momento che la forma di governo è una sorta di monarchia assoluta), e visto che siamo in Italia il populismo è la norma “small wonder” se ci sono partiti (grandi una volta, piccoli ora) che lo seguono.
Sulla meritocrazia ci potrei spendere ore: banalmente si tratta di decidere se fare un sistema efficiente o un sistema equo. Un sistema equo preved che una mamma senza un braccio con 3 figli e un diploma, in un concorso, superi uno con una laurea magistrale con lode. Un sistema efficiente prevedere il contrario. Se lo stato adotto un sistema equo non dovrà pagare un invalido con 3 figli, ma dovrà sostenere un disoccupato, altrimenti dovrà sostenere un invalido (con 3 figli) e pagare un meritevole.
Se invece per mericotcrazia intendi lotta alle raccomandazioni allora non ci piove, va fatta. Ma le raccomandazioni non si combattono con la meritocrazia, bensì con la trasparenza (nei badi, nei risultati, nelle valutazioni).
Leggi più severe, certezza della pena e giustizia rapida formano a coppie un ossimoro.
Leggi più severe vuol dire aumento dei reati, quindi giustizia più lenta e carceri sovraffollate, il che tramite strumenti quali indulto e aministia conduce a incertezza della pena. Certezza della pena non si lega alle leggi più severe, ma a un minor numero di buchi normativi. Giustizia rapida è in sè un ossimoro, perchè meno tempo c’è per giudicare e meno precisa sarà la sentenza (dando per altro la possibilità di ricorsi, il che determina una incertezza della pena).
Quel che serve, anche qui, penso che la sappia anche tu, è un sistema carcerario efficiente, più carceri e più infrastrutture per la giustizia (aule di tribunali, uffici). E soprattutto, ma questo in tutta l’amministrazione pubblica, efficienza nello scambio e archiviazione di informazioni…altrimenti detto multimedializzazione del sistema pubblico. Niente più archivi cartacei dove non serve, le informazioni devono viaggiare via computer ed essere accessibili agli uffici interessati, e qualora siano informazioni pubbliche devono essere accessibili a tutti gli aventi diritto.
Diminuire le tasse non rilancia sempre l’economia. Rilancia l’economia se un paese è capace di investire. Al momento il governo che c’è mi sembra in grado di investire, contrariamente al precedente. I soldi lasciati al contribuente, non spesi, non generano ricchezza (il denaro è sterile, lo diceva anche Aristotele), perchè gli italiani hanno avuto e hanno una patetica propensione al risparmio. Tant’è che c’è il boom del credito al consumo, perchè ti da l’impressione di risparmiare nel tempo, mentr non è così.
Gli sprechi della politica sono eticamente una cosa deprecabile, ma i conti pubblici sono infinitamente superiori. La mia idea a riguardo è che gli sprechi vadano fermati per motivi di serietà e di immagine più che di conti pubblici, questi ne risentirebbero veramente poco. Sarebbe comunque un ottimo passo in avanti.
In merito alle opere commissionate: lo Stato paga per SAL (stato avanzamento lavori). Banalmente: non esiste impresa edile che da sola riesca a fare il ponte sullo stretto (o la TAV o una diga, etc.). Le servono dei finanziamenti dalle banche. Queste le concedono volentieri quando vedono che lo Stato pagherà la società (che a sua volta ripagherà la banca visto che lo Stato non è mai insolvente). Quindi le società prendono soldi dallo Stato, per esempio, per ogni x% di opera completata. Non li prendono interamente prima (troppo stupido per lo Stato), nè dopo (troppo oneroso per le imprese - tutte).
Le penali per le opere non concluse esistono già, ma se le imprese falliscono a metà opera chi paga la penale? Questo è il punto.
Per il resto le considerazioni mi sembrano molto interessanti, anche se quanto dici al punto 7 mi piace meno: scelte economiche e politiche sono difficilmente trasponibili da uno stato all’altro, troppe variabili che cambiano. Esempio base e classico: l’energia nucleare, possiamo copiare la Germania e la Francia, MA 1) l’opinione pubblica si è espressa (seppure molti anni fa) in maniera contraria 2) siamo un territorio ad alto rischio sismico. Come vedi ci sono già due variabili tutte italiane che impediscono la trasposizione di buoni esempi (sempre che si considere il nucleare un buon esempio).
Altro esempio: stai vedendo cosa succede a prendere il buon esempio di legge elettorale tedesca, francese, spagnola?
A presto,
Fabio
P.S.
mi scuso per eventuali errori di ortografia, ho scritto senza rileggere
January 15th, 2008 at 9:50 pm
Amo discutere e, per questo, ti ringrazio in anticipo per il tuo commento che è sicuramente molto più preciso di quanto ho scritto io, soprattutto per quello che riguarda i discorsi di economia
Cerco di rispondere punto per punto:
1) La “politica giovane” hai ragione… ci vogliono più giovani ma, secondo me, è comunque necessario che in questi anni i “vecchi” lascino i loro posti. Cosa sarebbe cambiato se fosse stato eletto come leader del PD un politico abbastanza giovane? Oppure, tenendo conto del fatto che Veltroni è stato eletto a maggioranza, non potrebbe essere utile che scegliesse già un “successore” giovane da portarsi sempre dietro per farlo “crescere” politicamente?
Per fare un altro esempio le leggi che riguardano il mondo dell’informatica sono ridicole perchè, secondo me, tanti politici “vecchi” non sanno nemmeno di cosa parlano…
2) Laicità dello Stato. Si, c’è scritto nella costituzione ma siamo molto distanti dall’essere uno stato laico e penso che non ci sia bisogno di fare esempi. Io non dico che la chiesa non debba esprimere i propri pareri su argomenti di attualità, disegni di legge etc però non concepisco che la politica si faccia condizionare dalla religione… Parliamo tanto dei “paesi fondamentalisti” però mi sembra che, seppur con un’altra religione, non ci siamo troppo distanti per certi aspetti.
3) Meritocrazia non significa nemmeno l’eliminazione delle pari opportunità. Io sto parlando del fatto che se tu vai negli uffici pubblici spesso trovi persone incapaci che non sanno come fare il loro lavoro e, oltre a far perdere tempo a te, rallentano “il sistema”. Bisognerebbe trovare un giusto compromesso… più controlli sulle competenze dei dipendenti e più verifiche in caso di assenteismo prolungato…
Ovviamente odio le raccomandazioni… fanno marcire il sistema.
4) Per leggi più severe intendo che, ad esempio, il falso in bilancio o la bancarotta fraudolenta dovrebbero essere puniti più severamente. E’ necessario aprire più carceri e più tribunali…
Per fare un altro esempio se, ad esempio, venissero legalizzate le droghe leggere ci sarebbero molti meno spacciatori arrestati (che, se non sbaglio, sono attualmente la “classe” più numerosa nelle carceri). Come dici tu, e come dico anche io, meno buchi normativi e uno snellimento o, meglio, riordinamento del codice penale.
La digitalizzazione dei dati è un sogno che pian piano diventa realtà ma abbiamo ancora molto molto molto da fare.
5) Non so se tu hai letto “La Casta”… riguardo sia gli esempi da seguire che lo spreco del denaro pubblico c’è un punto molto interessante in cui si dice che già da qualche anno in Inghilterra le spese dello stato vengono pubblicate on-line sul sito del governo. Ogni minima spesa viene precisamente indicata con Nomi, date e motivazioni. Sarebbe un grande passo avanti una cosa simile nel nostro paese.
Per le altre questioni di economia non voglio andare in profondità perchè sono ignorante.
6) Per i buoni esempi non parlo del nucleare ma, ad esempio, delle energie rinnovabili (molto sfruttate nei paesi nordici). Prova a pensare a cosa cambierebbe in Italia se, per legge, tutte le case del sud italia dovessero avere sul tetto pannelli fotovoltaici. Oppure pensa a quello che ha detto Sarkozy qualche settimana fa sulla tv pubblica… non è forse un buon esempio da seguire? O, come ho detto sopra, il pubblicare i conti pubblici sul sito del governo come in Inghilterra…
Sulla legge elettorale penso che sia una delle cose che meno si possono copiare da un paese all’altro… mi sembra al pari del discorso di “esportare la democrazia”… non so se mi spiego
Anche io non ho riletto quindi perdona gli errori!
Ciao ciao
January 15th, 2008 at 10:17 pm
In realtà il partito democratico ha fatto proprio quel che dici tu. Veltroni non mi sembra vecchio è del 55 (quindi 53 anni quest’anno) e soprattutto ha come vice Franceschini che, ahimè, è uno dei più giovani in Parlamento essendo nato nel 58. Quindi il Partito Democratico, da questo punto di vista la promuoverei. Si potrebbe fare qualcosina meglio, ma onestamente un premier sotto i 45 anni non mi piacerebbe - infatti Obama che ne ha 46 mi piace un sacco per gli Stati Uniti. Il resto del Parlamento è preoccupante.
Per quel che riguarda lo Stato non posso negare che siamo laici. Siamo garantisti perciò non possiamo vietare a Ruini o a Bertone di esprimersi sulla 194. Su certe nostre scelte incide il fatto che siamo un paese vecchio quindi più radicato verso la Chiesa. Vedrai che col tempo saremo sempre meno legati a scelte “politiche” del Vaticano.
Quello che vedi tu agli uffici pubblici non è frutto della meritocrazia o non meritocrazia. È frutto del fatto che in Italia la gente non può essere licenziata o se può questo è costosissimo per l’impresa che lo fa (Stato incluso). Si parla di flessibilità del lavoro: è questa. Tutti devono poter essere licenziati, e accanto a ciò vanno messi degli ammortizzatori sociali (in Danimarca la cosa funziona). In questo modo puoi togliere gli incompetenti e ridestinarli a posti in cui rendono meglio. Sembra paradossale, ma non lo è, ma in Italia devono essere tutti nella situazione dei precari: nessuno deve avere il posto assicurato, solo così le persone si sentono incentivate a rendere di più.
Quello che è scritto nella Casta (spese pubblicate) è quello di cui parlavo anche prima: trasparenza (o in inglese disclosure). È necessario che avvenga questo perchè è l’unico metro di giudizio verso gli amministratori, di qualsiasi livello. Qui però ci si scontra con un altro fattore: politicamente parlando gli italiani sono un popolo pigro. Pochi andrebbero a prendersi dati economici sul sito del governo. Ma sempre meglio dare più informazioni che meno.
Onestamente Sarkozy ultimamente sto provando ad ingorarlo, ciononostante ho presente quanto ha detto suslla tv pubblica. In Italia non è realizzabile fino a quando non morirà Berlusconi, che non solo si sentirebbe vittima in quanto controlla 3 reti, ma si sentirebbe addirittura martire in quanto controlla Publitalia (la più grande società di gestione degli spazi pubblicitari). Per quel che riguarda l’energia bisogna scardinare le lobby, che tuttavia finanziano i partiti che esprimono governi e opposizioni. Spiegalo tu all’ENI che la gente può usare solo il fotovoltaico (cmq irrealizzabile: non puoi obbligare uno a farsi un impianto e incentivare anche solo 20 mln di abitanti a farlo ti costa come una finanziaria), visto che la stessa ieri ha chiuso un accordo per un pozzo (il più grande degli ultimi 20 anni) in Kazhakistan (o giù di lì).
Capisco e concordo sulla legge elettorale.
January 16th, 2008 at 4:14 pm
Serviva leggere la casta (oppure> e’ sufficiente leggerla) per partorire questo brillante vademecum di politica interna, che pare piovere dal cielo come i dieci comandamenti? La materia e’ molto ampia, ci sono studiosi e giuristi che da anni studiano la materia, essenzialmente analizzando le variabili che determinano la politica estera ed interna italiane, studiando processi storici e trends economici e politici di carattere internazionale (gobalizzazione, interdipendenza complessa, deregulation economica, ecc ecc). Questo non per dire che la soluzione e’ complicatissima o che non esiste verita’, ma occorre capire perche’ certe cose che sono sotto gli occhi di tutti non avvengono, perche’ la classe politica italiana e mondiale non e’ in grado di fronteggiare le sfide di oggi, perche’ siamo e’ tutto impantanato, ecc. E’ importante nutrire interesse per la materia, e’ positivo avere a cuore il futuro del proprio paese, molti punti della tua analisi sono condivisibili, ma il tono tipo “eliminare tutti i politici che”, “chi no venga severamente punito” un po’ meno. Non e’ certo una questione di bon ton, ma di rispetto per una materia che richiede una padronanza tecnica (”codice legislativo”, che vuol dire? La costituzione? O volevi dire processo legislativo?) ed una conoscenza che va oltre la lettura di un libro (peraltro non nuovissimo). Insomma, esprimere le proprie opinioni e’ bello e giusto, pero’ un pelo di umilta’e moderazione (detto con tutta la comprensione di una persona esuberante come me che tende a sparare cazzate) e’ necessaria quando si sa di non essere esperti e si sa che se non si va oltre quello che si vede si dicono cose che sanno gia’ tutti. Come sempre, piu’ si studia e piu’ si sa di non sapere, o si sa di quanto sia parziale il proprio sapere, e questo vale per tutte le scienze, anche se in effetti e’ difficile trattenersi quando si vedono cose come la penosa leccata di culo al papa che la stampa italiana tutta ieri ha fatto
January 16th, 2008 at 4:53 pm
La mia ignoranza in materia l’ho sottolineata più volte.
Sicuramente tu, nel campo, giuridico-politico e bretek, in quello economico, ne sapete molto di più anche perchè sono le materie che state studiando.
Il mio non voleva assolutamente essere un vademecum da seguire… era semplicemente uno sfogo che, seppur da ignorante, credo di poter fare nel momento in cui mi metto alla lettura di un libro che mi fa riflettere (un pò come se esprimessi una critica ad un qualche filosofo dopo aver letto una sua opera… è chiaro che il mio discorso non andrà al di fuori di questo blog ma è comunque uno stimolo alla riflessione, no?).
Le mie considerazioni potranno essere banali o considerate “cose che si dicono da anni” ma quello che volevo sottolineare io è che, benchè tutti le conoscano, nessuno a nessun livello si mobilità affinchè cambi qualcosa.
Sinceramente non sono convinto del fatto che la classe politica italiana non sia in grado di abbattere i costi della politica (tanto per fare un esempio).
Secondo me manca veramente la voglia di cambiare e di cercare di far funzionare questo paese che, dal mio punto di vista, sta andando in rovina.
Perdona i toni ma, come credo tu sappia, io sono fatto così e, a volte, occorre usare parole forti per destare l’attezione… Lo stesso V-Day, tanto per fare un altro esempio noto a tutti, probabilmente non avrebbe riscosso così tanto successo e critiche se il suo motto non fosse stato il “Vaffanculo”.
Come dici tu per affrontare certi discorsi bisognerebbe studiare di più ma, purtroppo, io non posso dedicarmici proprio perchè non è la mia materia.
Sulla leccata al santo sedere preferisco sorvolare… Siamo sicuri che ad Avignone non li vogliano più?
January 16th, 2008 at 5:50 pm
No no ma anche io non so molto di scienza politica interna, so semmai qualcosa in piu’ di relazioni internazionali. Non volevo darti dell’ignorante ma dissentire dallo spirito del post. Secondo me appunto la politica del vaffanculo non porta a molto, e’ meglio cercare di approfondire, confrontarsi, per distinguersi da quei tanti commentatori e urlatori che pullulano sulla stampa e sui media, oltre che nei salotti politici. E’ inevitabile d’altronde quando si ha un blog sfogarsi di fronte a tante manifestazioni di squallore. La politica interna italiana mi sembra una baraonda in cui tutti urlano e in cui e’ molto difficile farsi sentire. Il moltiplicarsi delle forme di comunicazione sembra aumentare la confusione piuttosto che semplificare. Cio’ accade in tutto il mondo occidentale, credo. Occorre forse trovare delle piattaforme e delle aggregazioni di individui in cui confrontarsi e lavorare per un cambiamento del sistema. La societa’ italiana e’ ricca di organizzazoni, ONG, associazioni di societa’ civile con scopi culturali e umanitari di cui poco si parla. Secondo me una via di risoluzione della crisi politica nell’occidente avviene dai processi di integrazione sovranazionali che superano le rigidita’ degli stati e coinvolgono molto di piu’ la societa’ civile, come avviene all’onu e all’unione europea. C’e’ poca conoscenza di queste realta’, ma secondo me la via del cambiamento passa di li’, perche’ sono processi molto piu’ flessibili ai cambiamenti del mondo odierno e da essi partira’ un rinnovamento degli stati, che si devono adeguare ai cambiamenti.
January 16th, 2008 at 5:55 pm
Pieno di errori grammaticali, ma e’ colpa del poco tempo e della connessione lentissima del collegio, che mi costringe a scrivere in frettissima
January 16th, 2008 at 5:58 pm
Penso anche io che l’Unione Europea sia stata e sia la nostra ancora di salvezza anche perchè lì valgono meno gli interessi locali in favore degli interessi comunitari… almeno questa è quello che penso…
Staremo a vedere.