Il quinto dell’Inferno
Che la televisione sia diventata monnezza è cosa nota a tutti… nonostante questo, a volte, quelli della Rai si ricordano che tra tette, culi, reality, famosi e calcio c’è anche la cultura. E così ieri sera ci hanno “regalato” un Benigni in prima serata con il suo “Il quinto dell’Inferno”. Come al solito prima di parlare del canto della commedia si è lanciato in invettive satiriche contro tutti i politici col suo classico “si fa per scherzare eh…” per non rischiare di non tornarci più in Rai come è successo a Luttazzi… Poi il canto.
Come lo spiega lui non c’è nessuno. Lui è l’unico che riesce a rendere la commedia attuale; non è la lettura e il commento sterile che si faceva al liceo… è un racconto che sembra attuale e Benigni riesce a farmelo piacere. Sarà l’accento toscano che forse rende migliore la lettura di Dante che, ricordo, era fiorentino; sarà che ora la Commedia non è più un obbligo ma un piacere… saranno molte cose ma, senza dubbio, ci voleva una trasmissione del genere. E forse ci vorrebbe più spesso visti i dieci milioni di spettatori, no?

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